XXIII SEME DI CONOSCENZA

TEMPO DI MERAVIGLIA, CURIOSITÀ E NUOVE CONOSCENZE ANCHE ATTRAVERSO LA LETTURA, DIGITALE E PROFONDA, E SEMPRE VERSO LA LIBERTÀ.

SEME DI CONOSCENZA  by Cinzia Fortuni

È tempo di Pasqua e l’uovo piccino si stiracchia, 

vuole scuotersi tutto 

e con forza si schiude 

regalando ancora il rinnovamento 

delle emozioni positive e delle novità.  

È il momento del risveglio, 

del miracolo della vita 

e noi ci accorgiamo 

di essere vivi, 

di avere un cuore che palpita.

Il respiro e i sorrisi

ci rendono nuovi.

È il tempo di riaprirsi alla MERAVIGLIA! 

Va rivendicato questo diritto, 

quello sguardo ingenuo ed infantile, 

cosi incapace di cogliere

la complessità dell’esistenza contemporanea.  

La meraviglia è il coraggio 

di cambiare atteggiamento e sguardo, 

è aprirsi al gioco e all’ignoto. 

È  immergersi 

nella rete di relazioni sociali,

così esaltante e impegnativa al tempo stesso.

È aprirsi a orizzonti inediti,

riprendere il grande viaggio della vita, 

sbocciare e andare  ovunque, 

come fa la primavera puntualmente, 

perché anche noi siamo curiosi di tutto.

La persona curiosa – dal latino curiosus – 

è colei che si prende cura, 

di qualcosa o qualcuno.  

Non è semplicemente chi “consuma” 

un libro, un film o una storia di Instagram; 

non si limita a subire passivamente 

dati, informazioni ed esperienze altrui, 

ma prende a cuore il mondo, sceglie di prendersene cura.

La parola CURIOSITÀ ha, infatti, la stessa radice di cura

ed entrambe indicano l’apertura al mondo, 

caratteristica propria dell’essere umano da sempre.

Ogni persona è naturalmente portata 

a cercare una relazione con ciò che è nuovo, 

con ciò che meraviglia. 

Spesso, però, le persone curiose 

vengono giudicate negativamente 

perché tendono ad approcciarsi a cose sempre diverse,

non hanno mai una passione sola

e saltano da un interesse a un altro. 

Ma questo non è davvero un problema 

se scatena entusiasmo

e rappresenta un modo di essere. 

La curiosità è la ricerca di qualcosa che vale

e scoprire così anche qualcosa di sé, 

sulla scia delle leggi dell’universo 

che ci spingono dove sono

pezzi del nostro io. 

È però necessario scegliere bene 

e avventurarsi senza paura

in cammini inesplorati.

Puoi andare alla ricerca di qualcosa, 

assetare la tua curiosità 

e fare NUOVE CONOSCENZE 

anche semplicemente leggendo,

in modalità ON E OFF LINE. 

Penso ai devices elettronici

 e alle varie modalità e tipologie di 

LETTURA CARTACEA E DIGITALE. 

Ora leggiamo libri di scuola e formazione parola per parola,

su carta o tablet; 

consultiamo testi tecnici per lavoro velocemente

sul cellulare o portatile;

facciamo zapping su manuali lunghi e incomprensibili;

ci rilassiamo leggendo racconti, 

romanzi e poesie, saggi, biografie e altro, 

facendo viaggi rocamboleschi 

in mondi lontani e sconosciuti. 

A sei anni, quando abbiamo iniziato a  leggere, 

il nostro cervello è cambiato per sempre.

Lo dicono soprattutto i neuro-scienziati 

più attenti che, già da qualche tempo, 

sono impegnati a studiare i cambiamenti indotti 

nella lettura dall’immersione nel mondo digitale

e il modo in cui il cervello  

risponde e si adatta.

La mente che legge è 

un’incredibile conquista umana 

e la transizione che stiamo vivendo

è senza precedenti. 

Con la lettura digitale 

sono aumentate le informazioni 

e le possibilità di fruirne rapidamente,

come succede per le relazioni sociali,

ma si possono irrimediabilmente perdere 

importanti qualità umane, 

stimolate proprio 

dall’apprendimento della lettura profonda. 

I devices non vanno certo incriminati,

e la carta nemmeno abbandonata:

che fare quindi?

Il nostro buonsenso è supportato 

dagli scienziati che consigliano di usarli entrambi 

per creare le condizioni di una nuova mente, 

quella dei nostri figli 

e dei figli dei nostri figli, 

in grado di integrare la preziosa eredità 

della cultura analogica con l’innovazione digitale. 

È tutta aperta la sfida del cambiamento! 

A noi spetta il compito di orientarla,

consapevoli che ne va 

non solo della cultura, della scuola e dell’educazione

come le abbiamo  conosciute finora,  

ma anche degli aspetti più profondi 

della stessa esperienza umana. 

Il nostro cervello 

possiede l’incredibile capacità 

di sapersi adattare abilmente, 

senza nostalgia del passato

e sperimenta ora un nuovo multitasking. 

Chissà cosa ne verrà fuori … 

E te, ti sei già chiesto che cosa abbiamo effettivamente acquisito 

con il digitale e che cosa, invece, abbiamo perso? 

In che modo possiamo allenarci ogni giorno per integrare i due sistemi? 

Questo è anche il tempo di porsi nuove domande

e darsi delle risposte, 

per dare aria nuova al nostro pensiero 

e  andare 

verso la libertà,

quella vera.

Cinzia Fortuni 2024

#semidiconoscenza

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