TEMPO DI MERAVIGLIA, CURIOSITÀ E NUOVE CONOSCENZE ANCHE ATTRAVERSO LA LETTURA, DIGITALE E PROFONDA, E SEMPRE VERSO LA LIBERTÀ.

SEME DI CONOSCENZA by Cinzia Fortuni
È tempo di Pasqua e l’uovo piccino si stiracchia,
vuole scuotersi tutto
e con forza si schiude
regalando ancora il rinnovamento
delle emozioni positive e delle novità.
È il momento del risveglio,
del miracolo della vita
e noi ci accorgiamo
di essere vivi,
di avere un cuore che palpita.
Il respiro e i sorrisi
ci rendono nuovi.
È il tempo di riaprirsi alla MERAVIGLIA!
Va rivendicato questo diritto,
quello sguardo ingenuo ed infantile,
cosi incapace di cogliere
la complessità dell’esistenza contemporanea.
La meraviglia è il coraggio
di cambiare atteggiamento e sguardo,
è aprirsi al gioco e all’ignoto.
È immergersi
nella rete di relazioni sociali,
così esaltante e impegnativa al tempo stesso.
È aprirsi a orizzonti inediti,
riprendere il grande viaggio della vita,
sbocciare e andare ovunque,
come fa la primavera puntualmente,
perché anche noi siamo curiosi di tutto.
La persona curiosa – dal latino curiosus –
è colei che si prende cura,
di qualcosa o qualcuno.
Non è semplicemente chi “consuma”
un libro, un film o una storia di Instagram;
non si limita a subire passivamente
dati, informazioni ed esperienze altrui,
ma prende a cuore il mondo, sceglie di prendersene cura.
La parola CURIOSITÀ ha, infatti, la stessa radice di cura
ed entrambe indicano l’apertura al mondo,
caratteristica propria dell’essere umano da sempre.
Ogni persona è naturalmente portata
a cercare una relazione con ciò che è nuovo,
con ciò che meraviglia.
Spesso, però, le persone curiose
vengono giudicate negativamente
perché tendono ad approcciarsi a cose sempre diverse,
non hanno mai una passione sola
e saltano da un interesse a un altro.
Ma questo non è davvero un problema
se scatena entusiasmo
e rappresenta un modo di essere.
La curiosità è la ricerca di qualcosa che vale
e scoprire così anche qualcosa di sé,
sulla scia delle leggi dell’universo
che ci spingono dove sono
pezzi del nostro io.
È però necessario scegliere bene
e avventurarsi senza paura
in cammini inesplorati.
Puoi andare alla ricerca di qualcosa,
assetare la tua curiosità
e fare NUOVE CONOSCENZE
anche semplicemente leggendo,
in modalità ON E OFF LINE.
Penso ai devices elettronici
e alle varie modalità e tipologie di
LETTURA CARTACEA E DIGITALE.
Ora leggiamo libri di scuola e formazione parola per parola,
su carta o tablet;
consultiamo testi tecnici per lavoro velocemente
sul cellulare o portatile;
facciamo zapping su manuali lunghi e incomprensibili;
ci rilassiamo leggendo racconti,
romanzi e poesie, saggi, biografie e altro,
facendo viaggi rocamboleschi
in mondi lontani e sconosciuti.
A sei anni, quando abbiamo iniziato a leggere,
il nostro cervello è cambiato per sempre.
Lo dicono soprattutto i neuro-scienziati
più attenti che, già da qualche tempo,
sono impegnati a studiare i cambiamenti indotti
nella lettura dall’immersione nel mondo digitale
e il modo in cui il cervello
risponde e si adatta.
La mente che legge è
un’incredibile conquista umana
e la transizione che stiamo vivendo
è senza precedenti.
Con la lettura digitale
sono aumentate le informazioni
e le possibilità di fruirne rapidamente,
come succede per le relazioni sociali,
ma si possono irrimediabilmente perdere
importanti qualità umane,
stimolate proprio
dall’apprendimento della lettura profonda.
I devices non vanno certo incriminati,
e la carta nemmeno abbandonata:
che fare quindi?
Il nostro buonsenso è supportato
dagli scienziati che consigliano di usarli entrambi
per creare le condizioni di una nuova mente,
quella dei nostri figli
e dei figli dei nostri figli,
in grado di integrare la preziosa eredità
della cultura analogica con l’innovazione digitale.
È tutta aperta la sfida del cambiamento!
A noi spetta il compito di orientarla,
consapevoli che ne va
non solo della cultura, della scuola e dell’educazione
come le abbiamo conosciute finora,
ma anche degli aspetti più profondi
della stessa esperienza umana.
Il nostro cervello
possiede l’incredibile capacità
di sapersi adattare abilmente,
senza nostalgia del passato
e sperimenta ora un nuovo multitasking.
Chissà cosa ne verrà fuori …
E te, ti sei già chiesto che cosa abbiamo effettivamente acquisito
con il digitale e che cosa, invece, abbiamo perso?
In che modo possiamo allenarci ogni giorno per integrare i due sistemi?
Questo è anche il tempo di porsi nuove domande
e darsi delle risposte,
per dare aria nuova al nostro pensiero
e andare
verso la libertà,
quella vera.
Cinzia Fortuni 2024
#semidiconoscenza
