XXX SEME DI CONOSCENZA

LA GRAMMATICA ITALIANA: 

NON È MAI TROPPO TARDI PER INSEGNARE 

E IMPARARE PAROLE NUOVE

ANCHE IN VACANZA

C’era una volta, in una terra desiderosa 

di dimenticare i fumi grigi sulle pietre, 

e pronta ad accogliere nuovi semi per piante e fiori,

un uomo allegro e spontaneo, 

con il vento in faccia e nel cuore il mare,  

immensità che presto si trasformò in passione per insegnare. 

La sua era una famiglia modesta e borghese. 

Sempre in giacca e cravatta, era tutto attratto dalla conoscenza. 

Sapeva comunicare e ambiva a tagliare presto il traguardo 

di rendere libere le persone con lo studio e tante nuove consapevolezze 

da mettere poi nella borraccia per il miglior vivere personale. 

Invitava sempre a non rinunciare, per nessun motivo 

e sotto qualsiasi pressione, ad essere se stessi. 

Sosteneva l’importanza di rispettare il bambino nella sua complessità

e in ogni suo sforzo atto a capire il mondo e se stesso.

Non nascondeva di  essere refrattario alla coercizione,  

e rimaneva critico verso l’autorità costituita.

Dopo aver vestito la maglia di maestro 

con le sue prime lezioni a giovani detenuti 

senza banchi, sedie e libri,  

dal 1960 e per i sette anni successivi, 

accettò di diventare educatore televisivo 

per istruire adulti analfabeti italiani aggrappati alla terra 

e alle loro convinzioni ruvide e rurali, ma sempre genuine e vere. 

Cercava di rendere i pensieri fruibili e grammaticalmente corretti, 

in modo che viaggiassero per tutta l’Italia. 

Andava a ruota libera tra lettere dell’alfabeto, 

operazioni di matematica, pianeti del sistema solare e città italiane. 

Hai indovinato chi è? Si tratta di un mitico Italiano, il  maestro Manzi! 

Gli anni suoi erano quelli della ricostruzione del dopoguerra, 

che, a fatica, cercavano di ‘scollinare’ presto, 

scaricando l’analfabetismo diffuso in tante aree dello stivale. 

Me lo immagino mentre col gessetto traccia disegni, numeri e parole 

sporcandosi la camicia bianca … i soldi per rimetterle a nuovo

era l’unico stipendio che pretendeva …

A proposito, con quella sua rudimentale lavagna luminosa, 

è stato il precursore della DAD.

Ora viviamo in geografie diverse, 

dove tutto è più complesso e pieno di muri e tornanti, 

dove fughe, scatti e volate sono all’ordine del giorno, 

e pedalare è diventato un must, 

dove a volte mettere il piede a terra 

costituisce un fermo vitale, come fare squadra, 

dove ‘andare a tutta’ risulta scontato 

e tagliare traguardi un severo obiettivo, 

anche se in un colore diverso dal rosa. 

Ma il nostro tempo è altrettanto 

affascinante e ricco di opportunità.

Ora non si tratta ‘semplicemente’ 

di scrollarci di dosso l’ignoranza come allora, 

che peraltro persiste in certe aree e in certe teste.

Ora è imperativo crescere ogni giorno e fiorire, 

ognuno nella propria unicità.

Mi piace l’idea di pensarci come un giardino in ogni stagione, 

immergere le radici dei nostri pensieri e delle sensazioni più profonde

nelle parole che usiamo, 

per scoprirne il senso profondo e la direzione.

Mi piace pure che questo lavoro sia fatto bene, anche grammaticalmente,

perché la grammatica è il modo in cui si organizzano le frasi  

e in cui si tiene insieme la lingua che parliamo. 

Ne deriva il mondo che abitiamo e la cultura in cui ci riconosciamo. 

La grammatica in un’aula di scuola, 

dà nome e forma allo scambio e alla comunicazione,

poi esce felice con l’allievo, verso la spensieratezza estiva.  

“NON È MAI TROPPO TARDI!” chiosava quel maestro, 

ed ora lo dico a te, allievo della vita di qualsiasi età. 

Ben venga dunque ancora la danza della grammatica, 

con le sue melodie a volte tristi e tediose, classiche e complesse, 

o meravigliosamente magiche e fantasiose!

Ritorna sui tuoi passi, ops, sulle righe, 

e segui i canoni della corretta grammatica italiana 

ovunque e comunque! 

LA GRAMMATICA ITALIANA VA TRATTATA 

SEMPRE  ‘IN GIACCA E CRAVATTA’,  anche in vacanza, 

perché merita  tutto il rispetto della Storia che contiene. 

Il tempo magico del relax può innescare energie e intuizioni,

perfino nel tuo scrivere e parlare,  

che saranno utili nel futuro prossimo, al momento del rientro. 

Ecco qualche dritta leggera per dare il via a quelle forze: 

–  METTI IL CAPPELLO, per il sole ah ah, ALLE TUE FRASI   

E SCRIVI IN MAIUSCOLO LA PRIMA LETTERA; 

– DIVERTITI CON LINGUAGGI DIVERSI! 

Siamo essi standard nella fretta senza sforzo, classici e ricercati all’occasione, 

oppure frivoli e ‘casual’, anche sportivi se ti piace, come in questo blog, 

prendendo spunto da ciò che più ti piace 

e PER CREARE MOVIMENTO AI TUOI CONCETTI; 

– DISTRAITI CON PAROLE NUOVE,   

COME GLI ACRONIMI e gli ACROSTICI, magari anche creati da te! 

Gli ACRONIMI , o inizialismi, comunemente detti sigle, 

sono nomi formati con le iniziali o le sillabe di altre parole. 

Es. FIAT = Fabbrica Italiana Automobili Torino;

Brexit = Britain + exit. 

Gli ACROSTICI sono particolari sigle,

ossia espressioni linguistiche, o componimenti poetici, posti in verticale, 

nei quali le lettere iniziali di ogni riga, o verso, 

formano un nome o una frase di senso compiuto

anche con significato lontano dalle parole di partenza. 

Es. Ma Con Gran Pena Le Reca Giù per indicare tutte le Alpi 

( Marittime, Cozie, Graie ecc. ) 

Pizza: Papà Immagina Zanzare e Zebre arrabbiate;

– SVAGATI SCOVANDO SINONIMI curiosi, alle parole che usi di solito! 

Sono nomi ed espressioni simili per significato.

Es. Villeggiatura è un sinonimo ‘vintage’di vacanza, definita anche ‘staccare la spina’ come alternativa alle incombenze di routine; 

– SCHERZA con l’astuzia delle PAROLE OMOGRAFE! 

Si tratta di quelle parole che hanno uguale scrittura,

ma significato, origine e, a volte,  anche pronuncia differenti,

magari sorridendo se questa non è sempre giusta.

Es. Il ‘nocciòlo’ della ciliegia,

invece del ‘nòcciolo’ della questione,

o quei banditi erano ‘armàti  fini ai denti,

anziché ‘àrmati’ di santa pazienza con lui! 

Àncora ( della nave ) e ancóra  ( avverbio );

– CERCA E GIOCA CON PAROLE OMOGRAFE  E OMOFONE nuove!  

Le PAROLE OMOGRAFE ( o omografi )

hanno uguale scrittura, 

ma significato, origine e, a volte, anche pronuncia differenti. 

Es. Porta = nome /  verbo portare 

Vénti ( numero 20 ) e vènti ( plurale di vento )

Le PAROLE OMOFONE ( o omofoni )

hanno suono uguale ( uguale pronuncia ), 

ma significato, origine e, a volte, scrittura diversi

es. Fiera ( belva ) e Fiera ( mercato );

Hanno ( verbo avere ) e anno ( dodici mesi ). 

Parole sfidanti senza tempo e stagioni, vero? 

In vacanza puoi dare spazio al gioco e alla meraviglia. 

Puoi incontrare altre culture e guardare avanti e indietro. 

Puoi resettare  la tua bussola interiore 

e accettare l’idea di farti ritrarre dall’elastico delle tue radici. 

Puoi rispolverare la grammatica italiana 

che, mansueta, cavalca la tradizione,

ma non disdegna guizzi sgargianti e creativi 

per mettere il turbo al tuo parlare.   

E tu, che hai voluto la bicicletta, pedala, 

va’ a tutta, anche sotto il solleone. 

Segui la scia delle tue passioni,

arriva in volata, 

e fa’ l’inchino alla vita in maglia rosa! 

Io sarò lì sulla via a fare il tipo per te! 😉

Buona estate! 

Cinzia Fortuni 2024

#semidiconoscenza 

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